Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, in occasione dei 427 anni dalla nascita, è un vero omaggio ad Artemisia Gentileschi, la “pittora”, e alle sue opere.
Chissà quante volte vi siete fatti questa domanda, “ma esistono nella storia dell’arte donne che hanno avuto successo nella pittura?“.
Sì esistono, solo che essendo la pittura un mondo tipicamente maschile, le prime artiste dell’epoca barocca sono state riscoperte solo molto tempo dopo.
E tra queste, una delle prime artiste italiane di successo, conosciuta in tutto il mondo, vi è Artemisia Gentileschi, pittrice romana di cui oggi Google ricorda con un doodle i 427 anni dalla nascita.
Come sempre abbiamo scritto qui sul nostro blog, lo scopo dei doodle, che ormai ci piace raccontarvi da un po’ di anni, è quello di ricordare dei personaggi, o anche eventi, storici che hanno segnato la storia.
E, proprio perché non vi è una logica precisa con cui questi vengono selezionati (perché celebrare i 427 anni dalla nascita e non i 450, cifra più tonda?), spesso li rende ancora più memorabili, specialmente quando si tratta di personaggi che, per quanto fatto e rappresentato, meriterebbero di più dalla storia.
Ecco perché il doodle dedicato ad Artemisia Gentileschi, disegnato da Helene Leroux, oggi acquista un significato ancora maggiore.
Non vogliamo qui fare la storia di questo personaggio straordinario, un vero talento dell’arte, su questo potete trovare articoli più esaustivi e precisi.
Quello che vogliamo fare però è celebrare Artemisia, la sua arte e ricordare che questa pittrice è riuscita ad imporsi in un settore che allora era solo maschile, dove la presenza femminile era molto scarsa e, anche poco considerata.
Artemisia Gentileschi era figlia d’arte, nacque l’8 luglio del 1593 a Roma, suo padre era il pittore toscano Orazio Gentileschi che poi si trasferì nella capitale. Per lei fu naturale avvicinarsi all’attività del padre, la sua bottega era il luogo ideale dove coltivare il suo talento sotto la guida del padre.
Fu la prima donna ad essere ammessa all’Accademia di Disegno di Firenze, prima donna della storia.


Ma all’età di 18 anni, nel 1611, Artemisia venne stuprata da quello che doveva essere il suo mentore, una persona di fiducia scelta proprio dal padre, Agostino Tassi. Un tragico evento che influì sulla vita e sull’arte della pittrice. Artemisia avvisò subito il padre di quanto accaduto, ma il violentatore avanzò la proposta di sposarla, il cosiddetto “matrimonio riparatore” che allora veniva considerato.
Si arrivò comunque ad un processo perché poi Artemisia scoprì che Tassi era già sposato e il padre lo denunciò. Fu un processo però che alla fine, nonostante la condanna dello stupratore (che non scontò mai del tutto), segnò una macchia sulla carriera romana della Gentileschi. In molti non le credevano, anzi spuntarono molti sonetti che la dileggiavano.
Fu questo episodio, secondo molti critici, a tenere nascosto il talento e le opera dell’artista per molti anni.
Nonostante i suoi dipinti, primo tra tutti “Susanna e i Vecchioni” (1610), di Artemisia si sentì parlare pochissimo, la “pittora”, come veniva chiamata, sembrava condannata all’oblìo, almeno fino al 1916, quando venne citata dallo storico dell’arte Roberto Longi in un articolo “Gentileschi padre e figlia“. Da quel momento il talento di Artemisia venne rivelato al mondo, mostrando come lei fu una delle prima grandi pittrici della storia.
A fine giugno ha riaperto, uno dei primi a farlo, il National Gallery di Londra, uno dei musei più importanti al mondo, includendo all’interno della restaurata “Room 32” anche un altro autoritratto di Artemisia, “Artemisia Gentileschi nel ruolo di Santa Caterina d’Alessandria” (1615-1617).
[…] Non poteva mancare il doodle di Google per la Festa della Donna 2021, uno dei più belli degli ultimi anni, realizzato dalla doodler Helene Leroux, già autrice del bellissimo doodle in onore di Artemisia Gentileschi. […]