Il mercato del digital food delivery ha un potenziale di oltre 10 milioni di italiani e rappresenta ad oggi l’11% del mercato del domicilio. I dati provengono da Just Eat che, nell’Osservatorio “Mappa del Cibo a Domicilio in Italia”, ha analizzato i trend protagonisti degli ordini. A far la parte del leone ci sono i piatti della tradizione italiana con gastronomia e rosticceria, ma anche noodles, healthy food, nippo-mania e richieste di cucina libanese.
Agli italiani piace mangiare a casa, piace sperimentare piatti di cucine Oltreoceano senza rinnegare quelli della tradizione gastronomica nazionale e piace sfruttare i vantaggi del food delivery: a dirlo è l’Osservatorio “Mappa del Cibo a Domicilio in Italia” di Just Eat, l’app leader per ordinare pranzo e cena a domicilio.
Dallo studio, condotto analizzando 20 città della Penisola, emerge che, rispetto allo scorso anno, cresce l’utilizzo del servizio da parte dei cittadini e il numero dei ristoranti affiliati (+ 40%), per un valore approssimativo di 3,2 miliardi di euro: circa 30 milioni di italiani utilizzano gli ordini per via tradizionale, ovvero telefono o direttamente al ristorante, ma c’è un potenziale ancora maggiore perché si assiste a una crescita progressiva, anche per quanto riguarda gli ordini da parte di utenti digitali, che al momento rappresentano l’11%.
Cosa si ordina
Nella top 10 delle cucine più ordinate spiccano gli hamburger, la cucina giapponese e cinese, seguite da panini e piadine, cucina italiana, pollo, cucina indiana, dolci e cucina messicana, quest’ultima, in decima posizione, sostituisce quella greca.
I tempi contemporanei sono capaci di mixare novità e tradizione: i sapori tipici del made in Italy tornano sulle tavole grazie a un’esplosione degli ordini di gastronomia (+446%) e rosticceria (+429%) con piatti come arancini, mozzarella in carrozza, lasagne, pasta al forno e altre ricette delle tradizioni regionali, a ciò si aggiungono i noodles (+258%), la cucina healthy (+163%), sempre più richiesta, e il gelato che con +115% rappresenta una richiesta sempre più ricorrente a domicilio. Al sesto posto per l’incremento di ordini, debutta la cucina libanese (+112%), seguita da trend che crescono in modo costante, come la passione per l’hamburger (+81%), la nippo-mania (+73%), il pollo (+71%) e panini e piadine (+69%).
Nord e sud dello Stivale
Iniziando dal nord, a Milano c’è super richiesta per l’healthy food, la cucina gourmet (+780%) e il pokè, piatto a base di pesce crudo molto in voga; a Torino appassionano la gastronomia (+1223%) e i nigiri al salmone; a Brescia hanno successo i panini (+360%), in particolare quello con la cotoletta. Spostandosi più a sud, a Bologna vanno prodotti di rosticceria (+292%), in particolare gli arancini al ragù, mentre a Roma il gelato (+296%), ma con un’impennata di panzerotti, mentre a Napoli c’è una predilezione per il tradizionale panuozzo (+473%) e un incremento di piatti cinesi con i famosi spaghetti alla piastra e a base di pollo. Ancora più a sud, a sorpresa i baresi ordinano pollo e fritti (+417%) e crescono gli uramaki in tutte le loro varianti, invece i catanesi preferiscono la cucina italiana (+213%), con piatti come le casarecce alla Norma, super richieste, e con un balzo in avanti degli involtini primavera e delle brioche con gelato.

I profili dei mangiatori di cibo a domicilio
Ogni momento è buono per il food delivery: a casa come in ufficio, per un break, una pausa pranzo o una cena speciale, ce n’è per tutte le occasioni e tutti i gusti. Dallo studio emerge che nell’ultimo anno hanno ordinato più gli uomini (55%) delle donne (44%), con i primi propensi alla sperimentazione di cucine e ristoranti diversi (13%) e le seconde appassionate soprattutto di sushi (15%) e fedeli agli stessi locali. Per quanto riguarda età e professioni, i millennials (60%) rappresentano la generazione più affezionata, seguita da adulti e famiglie (35%), mentre sul fronte delle professioni a essere più attivi sono gli impiegati (39%), seguiti dagli studenti (33%) e dai liberi professionisti (14%), che mediamente spendono di più per ogni ordine effettuato.
Quali sono i punti di forza del cibo a domicilio oggi e quali le potenzialità per il futuro?
“I punti di forza sono molti: il cibo a domicilio offre la comodità, ma anche un modo efficiente di sperimentare le specialità culinarie locali, tradizionali e internazionali”, fanno sapere da Just Eat. Ci sono infinite possibilità che hanno bisogno di sempre maggior copertura nelle città, nelle province e nei piccoli centri. “Non si tratta solo di un alto numero di potenziali clienti, ma anche di una richiesta di maggiore varietà nelle cucine e nei piatti disponibili. A questo si unisce la comodità, la velocità e la convenienza, grazie a promozioni e offerte, oltre alla possibilità di scegliere il metodo di pagamento, che vanno da contanti, a carta di credito a PayPal”, concludono dall’azienda.
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