Non si può parlare di libertà di espressione senza citare Yoani Sanchez, blogger e giornalista a Cuba che ogni giorno attarverso il suo blog “Generacion Y” lotta contro le restrizioni assurde del regime del suo paese. Ma sta cambiando qualcosa a Cuba oggi?

Qualche mese fa tutto il mondo, anche quello meno vicino al mondo del web, conobbe più da vicino Yoani Sanchez. Giornalista e blogger de La Habana con il suo blog Generacion Y lotta quotidianamente contro le restrizioni vigenti sulla libertà di espressione imposte dal governo castrista. L’occasione fu data dalla X Biennale dell’Avana e nel video che può essere ancora visto su youtube, viene documentato quanto accaduto in quel momento, tra l’altro descritto molto bene da Yoani sul suo blog:
(…)Ho approfittato dell’occasione, perché in questo paese i microfoni non abbondano e l’ultimo che ho usato risale ai tempi in cui ero una studentessa che recitava versi patriottici. Avvisata per tempo da amici informati, ho preparato un testo improntato su libertà di espressione, censura, blog e quello sfuggente attrezzo del mestiere chiamato Internet. Davanti alle telecamere della televisione nazionale e protetti dalla presenza degli invitati stranieri, in occasione della X Biennale dell’Avana, si sono succedute grida di “libertà”, “democrazia” e persino aperti rimproveri alle autorità cubane. Un ragazzo di vent’anni ha confessato che non si era mai sentito così libero.
Queste parole rendono molto la situazione difficile che un blogger o comunque chiunque voglia esprimere un suo pensiero oggi deve vivere. Allora in quel momento ho deciso di scriverle una e-mail, tra l’altro pensavo che date le difficoltà che esistono difficilmente avrebbe risposto e che quindi avrei capito. La sua risposta mi rese molto felice. Nella mail che le avevo scritto, in uno spagnolo impreciso, che aveva, e ha tuttora, tutta la mia solidarietà e che anche in un paese democratico come l’Italia esiste qualche deputato che pensa di far approvare leggi che vadano a restringere l’uso del web. E lei risponde:
“Scusa il ritardo nel rispondere al tuo messaggio. La mia ben nota difficoltà di accesso a Internet hanno esteso il tempo per scriverti. Grazie per il tuo messaggio, le tue parole di sostegno e per la lettura e la diffusione di Generazione Y. Il tuo messaggio mi conferma che in Italia ci sono persone che possono discernere tra la propaganda ufficiale del governo cubano e qual è la nostra realtà.”
E sappiamo appunto quale sia la reale difficoltà, compresa la difficoltà materiale di poter accedere a internet.
Il 15 aprile è uscito in Italia il suo libro, “Cuba Libre”, edito da Rizzoli e sarebbe dovuto essere presentato alla Fiera di Torino alla sua presenza. Ma lei non è potuta venire proprio perchè il governo cubano non le ha negato l’autorizzazione a viaggiare. Il libro racconta proprio la nascita di Generacion Y e non è stato ancora pubblicato a Cuba, cosa che Yoani si augura possa avvenire molto presto. E ce lo auguriamo anche noi.
Le difficoltà oggi a Cuba sono ben narrate da Yoani nel suo blog e riportate nel suo testo.
La difficoltà di fare la spesa e la fame cronica, l’arte di ripararsi gli elettrodomestici guasti, la lotta per leggere le vere notizie tra le righe del giornale di partito, la paura del ricovero in ospedale dove manca anche il necessario per sterilizzare, la convivenza forzata con la propaganda che si insinua nei media, nelle piazze e nelle scuole, il panico quando arrivano le convocazioni della polizia, la preoccupazione per gli amici in carcere, la nostalgia per i tanti che sono fuggiti e la delusione per tutti quelli che hanno smesso di credere al futuro. Ma soprattutto sfata il falso mito dell’efficienza castrista e descrive, tra tenerezza e rabbia, la frustrazione per le potenzialità inespresse e i sogni perduti di chi, come lei, è nato nella Cuba degli anni Settanta e Ottanta e si ritrova rinchiuso in un’utopia che non gli appartiene. Di questa generazione Yoani è diventata l’inconsapevole portavoce, e il suo blog, che ha fatto il giro del mondo è ora un libro. (Giordano Lupi, traduttore del testo)
La speranza che un giorno anche a Cuba si possa esprimere liberamente il proprio pensiero non deve mai cessare di essere alimentata, mai. Qualche mese fa si era registrato un avvicinamneto tra il governo americano, nella persona del Presidente Obama, e il governo cubano facendo pensare che qualcosa si tia muovendo anche se rimane ancora in vigore l’embargo. Ma credo che a questo punto un forte gesto debba proprio arrivare dal lìder maximo, a dimostrazione che Cuba non può resistere eandare avavnti in questo modo. Speriamo allora che presto si possa assistere ad un avvicinamento, vero e concreto che possa garantire un futuro migliore a Yoani come a tutti i cubani. Di certo continueremo a sostenere Yoani nella sua opera e fare in modo che la sua voce possa arrivare sempre anche qui da noi.
Un post bellissimo. Non conoscevo “generacion Y”. Vedrò di informarmi.
Molto bello questo post. Complimenti.
Grazie Andreas, in effetti questo è una rivisitazione di un vecchio post. Tra l’altro è di questi giorni la notizia che Yoani è stata oggetto di ulteriori forti intimidazioni dal regime cubano e in uno dei suoi ultimi post scrisse di non avere più la garanzia di poter scrivere sul suo blog e di cercare di mantenere un filo col resto del mondo su twitter. La stampa.it ogni giorno pubblica i suoi post in versione italiana.
E’ una brutta storia questa, dove si mette in luce il carattere e il coraggio di una donna come Yoani che lotta per dire quello che pensa, da un lato, e la debolezza di un regime ormai nella sua fase finale che per dimostrare di essere ancora forte vuole tappare la bocca a chi vuole parlare liberamente. In questa storia c’è la Cuba di oggi.
Stavo leggendo infatti ….