Di recente, si è tentato sempre più spesso di reprimere il web, in Italia come in Europa, mentre dall’altra parte dell’Oceano c’è chi combatte una battaglia diversa, come Yoani Sanchez.

La realtà che viviamo noi è totalmente diversa, dal punto di vista della diffusione e della libertà del web, da quella che si vive in altri paesi. In alcuni casi, sempre più frequenti, la classe dirigente politica, come è accaduto anche in Italia, ha cercato di contrastare la forza del web anzichè valorizzarla e raffozzarla, rendendolo elemento fondamentale per la crescita anche culturale di un paese. Yoani Sanchez a Cuba vive una situazione completamente diversa. La battaglia che conduce tra mille difficoltà è quella di rendere il web libero per tutti.
Infatti il regime castrista reprime la libertà di pensiero impedendo il libero accesso alle informazioni, incluso il web, colpevole secondo il regime cubano di diffondere informazioni fuorvianti sulla realtà cubana. Ma la realtà è quella che ci racconta Yoani sul suo blog, Generacion Y, dove narra le difficoltà di vivere oggi a Cuba e di come è difficile fare col web cose che per noi sono di quotidiana normalità.
Su Wired si Aprile Alessandro Scotti ha raccontato quella che è la settimana tipo di Yoani, giorno per giorno. Quello che per milioni di blogger sono operazioni ormai di routine, per Yoani sono operazioni al limite dell’impossibile, a cominciare dalla ricerca di una connessione web sicura. Basti pensare che mentre da noi si parla di adsl o fibra ottica, a Cuba la connessione è solo a 56k, con costi proibitivi. In pratica, per poter navigare tre ore spendi l’equivalente di un mese di stipendio! Così è impossibile che tutti possano accedere alla rete.
Internet deve essere accessibile a tutti, questa è la mia battaglia
Ecco un’idea che non può non essere condivisa, tutti devonoavere libertà di accedere al web, senza restrizioni. Purtroppo questo non succede, a Cuba come in altri paesi (leggi Cina). Perchè lo scopo principale che ha Yoani, a parte l’amore vero il web e la tecnologia, è quello di osservare la realtà di tutti i giorni, anche se banale, e condividerla con chi non la può vedere. Ed è l’attività principale di un blogger, raccontare ciò che succede intorno, poterlo fare liberamente e condividerlo con altri. Attività che a molti da fastidio a ta punto che lo scorso novembre Yoani, insieme ad un suo amico blogger, viene sequestrata, per poco ma sempre di sequestro si parla. E nessuno ha saputo dare una spiegazione. Mi chiedo a cosa serva e quale sia lo scopo. Il problema è che chi gestisce il potere ha paura del confronto, fino ad evitarlo con la forza. E si cerca di sopprimere soprattutto il web, in quanto è uno strumento potente di informazione e condivisione.
Di recente Yoani Sanchez ha appoggiato la candidatura di Internet for Peace, lanciata da Wired Italia di Riccardo Luna per candidare il web a Premio Nobel per la Pace 2010. E Yoani ne è divenuta anche ambasciatrice. E come dice Riccardo Luna, direttore di Wired,
Quello di Yoani è tra gli esempi più evidenti di come la Rete, in qualsiasi momento e in ogni angolo del mondo, venga utilizzata come strumento di dialogo e di comunicazione al di sopra di ogni censura o barriera. É alla Sánchez e a tutti i blogger e le blogger come lei che dobbiamo guardare quando pensiamo alla possibilità che a Internet venga conferito il Premio Nobel per la Pace 2010.
Condivido appieno e sostengo volentieri anch’io, nel mio piccolo, la candidatura. E forza Yoani!