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Twitter, nel 2018 quasi la metà degli utenti arriverà dall’Asia

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Secondo una interessante ricerca di eMarketer, Twitter entro il 2018 avrà il 40% degli utenti attivi che arriveranno da Asia, esclusa, almeno per ora, la Cina. I paesi occidentali invece cresceranno meno, Italia compresa. E’ il segno che saranno le economie emergenti a fare in modo che Twitter possa superare lo stallo attuale

Come è ormai molto evidente, il problema che affligge Twitter in questi ultimi mesi è proprio quello di trovare il modo per fa crescere la sua base di utenti. E questo è il problema che sta conoscendo in maniera più consistente proprio dallo sbarco a Wall Street e che sta impensierendo non poco gli investitori che stanno mettendo in pressing Dick Costolo & Co. per fare in modo che si ricominci a crescere e quindi si cominci a guadagnare sul serio. Si perchè quello che gli investitori continuano a sognare, più o meno tutte le notti dal novembre scorso, forse come un incubo, è: +utenti=>+introiti pubblicitari, quindi più soldi. Detto questo, a quanto pare il problema potrebbe presto risolversi nel giro di qualche anno, quattro per la precisione, come sottolinea la nuova ricerca pubblicata qualche giorno fa da eMarketer.

In pratica, entro il 2018 il 40% degli utenti di Twitter arriverà dall’Asia, quindi da quei paesi definiti “economie emergenti”, come Indonesia e India, che faranno da forte traino alla base utenti della piattaforma di microblogging. Lo studio non considera la Cina per il fatto che Twitter è bloccato, ma se le cose dovessero cambiare prima del 2018, allora da quel 40% si potrebbe salire ancora di più. Ma la ricerca contiene anche dei dati interessanti che sicuramente tranquillizzeranno tanto il management di Twitter a San Francisco, quanto gli investitori che aspettano di tirare un po’ di fiato. Infatti, Twitter nel 2014, quindi in questo anno, crescerà, sempre nei paesi asiatici, del 32,8%; un po’ meno nel Nord America, dove risiede la maggior parte degli utenti Twitter. E questo è un altro dei punti interessanti evidenziati dalla ricerca.

I paesi occidentali di Nord America ed Europa cominciano a toccare il loro punto massimo di maturità per quanto riguarda la base utenti. Come potete vedere dal grafico, fino al 2018 la crescita degli, relativamente ai paesi di queste due grandi aree, va via via riducendosi. E il grafico sulla crescita globale, evidenziato dalla linea rossa, mette in chiaro quale sarà l’andamento complessivo. Quindi, sì crescita, trainata dalle economie emergenti, ma un andamento complessivo che nel 2018 sarà del 10,7%, oltre la metà della crescita del 2014 che sarà del 24,4%.

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E in Italia?

Anche per quanto riguarda l’Italia vale il discorso della maturità della base utenti di Twitter, ossia si sta arrivando, così come rilevato dalla ricerca, a quel livello di base di utenti che si potrebbe definire “saturo”. Il nostro paese nel 2012 fa registrare una percentuale di crescita del 43,2%, per poi dimezzare questo valore l’anno successivo, 20,3%. Nel 2014 in Italia la base utenti crescerà del 16,6%, quindi più di quanto si registrerà negli Usa, in Uk, in Francia o in Spagna. Successivamente la crescita rallenterà progressivamente, fino ad arrivare all’11,3% nel 2018. Anche stavolta più degli Usa (6,4%), Uk (4,3%), Germania (8,9%), Francia (8,1%), Spagna (5,5%).

Insomma, la crescita di Twitter ci sarà e questo assicurerà certamente nuovi introiti pubblicitari. E da questo punto di vista la piattaforma di adv mobile sarà certamente di aiuto. Ma c’è un ultimo dato molto interessante che da pensare e cioè che la ricerca rileva che la base di utenti attivi nel 2013 è di 183 milioni e non di 255 milioni come si era saputo dalla relazione finanziaria relativa al 2013, il Q1. eMarketer elabora i suoi dati incrociando diversi fattori, però resta il dubbio che i numeri forniti da Twitter non siano poi così veritieri.

E voi che ne pensate?

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.
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