Dopo tre anni di partnership, da ieri non ci sono più aggiornamenti automatici degli account tra Twitter e LinkedIn. Per molti risultava comodo postare un messaggio su Twitter e mostrarlo anche sul proprio profilo di LinkedIn, ma ormai non sarà più possibile
Per qualcuno questa notizia non sarà proprio una bella notizia, infatti postare un messaggio e vederselo pubblicato automaticamente sia su Twitter che su LinkedIn era abbastanza comodo. Si condivideva in maniera appunto automatica. Per altri, invece, questa è una bella notizia, in quanto non tutti amavano questo tipo di condivisione. Per il fatto che spesso su Twitter è più facile scrivere cose che non c’entrano nulla con il proprio profilo su LinkedIn che ricordiamo essere un social business network. Insomma, dopo tre anni, tutto infatti era iniziato nel 2009, finisce questa pratica, molto diffusa sui social network. La notizia viene data da Michael Sippey sul blog per gli sviluppatori di Twitter dove afferma che “Twitter focalizzerà i suoi sforzi per un’esperienza più diretta con prodotti e strumenti più coerenti”.
Ryan Roslansky di LinkedIn, a stretto giro, scrive poi sul proprio blog, “in considerazione degli sforzi che Twitter sta mettendo in atto sulla propria piattaforma, da oggi non saranno più visualizzati i tweets su LinkedIn“.
Va comunque specificato che il collegamento tra le due piattaforme non è tuttavia perso. Si potrà comunque pubblicare su Twitter da LinkedIn attraverso il bottone “Share” che si trova in basso a destra dove di solito aggiornato il vostro status.
Sippey nel suo post parla di “expanded Tweets“, ossia Twitter cards, che consentiranno agli utenti un’esperienza ancora più ricca.
Le Twitter Cards sono un passo importante verso la direzione a cui vogliamo indirzzare la nostra piattaforma, che implica la creazione di nuove opportunità al fine di garantire agli utenti esperienze sempre più coinvolgenti su Twitter,” scrive Sippey. “Vogliamo quindi mettere in grado gli sviluppatori di creare applicazioni che girino all’interno degli stessi Tweets”.
Sappiamo quanto in questi anni Twitter sia sia distinta per la sua politica molto libera attorno alle API, ma da oggi in poi le cose cambierannno.
Nelle prossime settimane”, aggiunge ancora Sippey, ” ci sarà l’introduzione di linee guida più rigorose su come utilizzare le API di Twitter”
Ma in rete, in virtù di questa nuova tendenza di Twitter, ci si chiede chi sarà la prossima vittima della nuova politica che sta per essere messa in atto. E molti cominciano a fare il nome di Flipboard, da poco resa disponibile anche per i dispositivi Android, che come si sa permette di fare aggiornamenti verso Twitter in modo abbastanza analogo a come succedeva per LinkedIn, e lo stesso è possibile verso Facebook o Google+. Ma comunque ce ne sono altri che possono finire nel mirino di Twitter e quindi non ci resta che attendere gli sviluppi nei prossimi giorni.
Ma voi che ne pensate di questa nuova politica di Twitter?
Ciao Francesco,
come giustamente hai detto qualcuno storcerà il naso ma fortunatamente ci sono
numerosi servizi che ti permettono di gestire i tuoi messaggi da un’unica
piattaforma come ad esempio Hootsuite. È una soluzione che ho personalmente
adottato e che mi offre numerosi vantaggi. Alcuni tra questi: 1) Mi permette di
essere estremamente coerente e rilevante con il contesto in cui la notizia
viene pubblicata 2) Mi offre la possibilità di gestire i canali di
pubblicazione per ogni singola notizia 3) Ho la possibilità di monitorare
diverse attività Social da un unico pannello 4) Posso programmare le future
pubblicazioni. Detto ciò, la cosa che
veramente mi incuriosisce è vedere cosa ha in serbo Twitter per il futuro!
Stiamo a vedere :)
Ciao Christian, grazie del tuo contributo!
Come avrai notato, nel post cito Flipboard come probabile prossima vittima di questo nuovo corso di Twitter che vorrebbe adottare una politica di adozione delle API in senso più ristretto e rigoroso. Ma non ho citato quello che molto ritengono sia il successivo, appunto Hootsuite. Nonostante sia per tanti, come pure per te e lo descrivi bene, un servizio essenziale, ben presto cadrà, se confermato dalle indiscrezioni, nelle mire di Twitter.
Ma è davvero il caso di chiedersi come mai Twitter che da sempre si è distinta in una gestione delle API in senso libero, abbia deciso invece di cambiare rotta. Il lancio delle prossime Twitter cards che dovranno garantire una estensione delle conversazione a partire da Twitter verso altri, e non il contrario, va in questa direzione.
Ma davvero quello che ci chiarirà le idee, caro Christian, sarà quando Twitter renderà pubblica la nuova politica, restrittiva delle API, allora saremo in grado di fare qualche valutazione in più e capire che tipo di evoluzione ci sarà da attendersi. E soprattutto, sapere chi sarà davvero il prossimo.