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Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

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Sui social media non serve fare tanti selfie, si rischia di passare per narcisisti e poco simpatici, meglio dedicarsi ai propri followers e ai like. A rivelarlo è un recente studio della Baylor University che ha analizzato la “piacevolezza percepita”.

Capita spesso che studi universitari analizzino come gli utenti usano i social media, stilando vari profili che si distinguono secondo diverse caratteristiche. Qualche tempo fa avevamo visto i profili su Facebook, secondo uno studio della Brigham Young University, un paio di anni fa avevamo poi visto che tipo di personalità emerge dalla nostra foto profilo. Ma oggi vogliamo parlarvi di un altro interessante studio, della Baylor University e pubblicato sulla rivista Psychology of Popular Media Culture, dal titolo Experimental Evidence of Observed Social Media Status Cues on Perceived Likability, che ci mostra un altro aspetto. E cioè come veniamo visti dai nostri “osservatori”, dai nostri follower quindi, dalle persone con cui interagiamo.

Lo studio indaga quella che i ricercatori hanno definito “perceived likability“, in italiano sarebbe qualcosa tipo “piacevolezza percepita“, non suona infatti benissimo. Potremmo certamente intenderla come “simpatia percepita“, vale a dire che tipo di impressione facciamo alle persone che ci seguono, ma anche a quelle che ci intercettano per tanti motivi, in relazione all’attività che facciamo ogni giorno su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e altri canali. Lo studio, portato avanti da Steven W. Bradley e da James A. Roberts, ha analizzato 873 risposte da 72 utenti esperti nell’uso dei social media, chiedendo loro di analizzare profili, post e quindi il gradi di accettabilità dell’utente sui social media.

social media selfie like followers

Un elemento che evidenzia la ricerca è che la “piacevolezza percepita”, che non è altro che un mix tra socievolezza percepita, empatia, rilevanza, autenticità, differisce tra donne e uomini, ma comunque i ricercatori hanno rilevato che:

  • gli utenti che hanno un alto numero di follower e che ricevono un alto numero di like hanno, di conseguenza, un alto livello di “piacevolezza percepita”;
  • gli utenti che hanno una bella presenza fisica hanno, quindi, una alto grado di “piacevolezza percepita”;
  • gli utenti che pubblicano molto selfie, impegnati quindi a fare emergere solo la propria immagine, godono di una bassa “piacevolezza percepita”.

Questi sono i dati che emergono in linea di massima dalla ricerca e, ancora una volta, si evidenzia, come già riscontrato da altre ricerche, che i selfie vengono percepiti dagli utenti come un continuo racconto di sè stessi, quindi molto limitato e centrato solo sulla propria persona, sul proprio aspetto. E’ una modalità che viene descritta come narcisista, per il fatto che l’utente non fa emergere altro che la propria immagine, ricevendo, da quello che hanno rilevato i ricercatori della Baylor University, poca simpatia dai propri followers.

La ricerca rileva poi che gli uomini considerano molto l’aspetto esteriore nel considerare il livello di piacevolezza percepita, mentre le donne sono più attente ai like, al numero di followers e ai selfie.

A conti fatti, il numero di followers e di like valgono il doppio per quanto riguarda la “simpatia percepita”, molto più dell’aspetto fisico; i selfie invece sono considerati quasi due volte meno simpatici. La ricerca evidenzia che questo vale anche quando una persona non è particolarmente attraente dal punto di vista fisico, gli utenti valutano più importante il numero dei followers e dei like perchè indicatori di altre qualità dell’utente stesso.

Allora, che ne pensate di questi dati? Anche voi prestate più attenzione ai followers e ai like piuttosto che ai selfie quando entrato in contatto con utenti sui social media?

Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.
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