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Più attenzione alla Privacy e meno “Amici” sui Social Media

Il titolo riassume in poche parole quello che è il senso dell’interessante report realizzato da Pew Research a proposito di come viene gestita la privacy dagli utenti dei social media. Cresce il numero delle persone che tende ad avere meno “amici”. Il 63% l’anno scorso, era il 56% nel 2009

Unfriend privacy social networkIn questi giorni si parla molto di privacy a proposito delle modifiche che saranno adottate da Google forse a partire già da oggi, c’è da superare lo scoglio dei problemi sollevati dall’UE. Ma vale la pena approfondire l’argomento che spesso sembra utilizzato più per frae notizia che per altro. Pew Research Center, centro studi americano specializzato nelle tematiche privacy e internet, ha rilasciato in questi giorni un importante report dal titolo “Privacy management on social media sites“, titolo abbastanza eloquente con lo scopo di vedere come gli utenti si comportano relativamente alla privacy. Da questo studio si scopre che i due terzi degli utenti globali di Internet usa i Social Network e che il 63% di essi ha eliminato “amici” dai propri account nel corso dell’ultimo anno; nel 2009 la percentuale era del 56%.

Le donne tendono a mantenere i propri profili più privati e sono quelle che eliminano più “amici” rispetto agli uomini. Infatti il 67% delle donne sostiene di aver cancellato profili dalle loro liste, contro il 58% degli uomini. E altra categoria ritenuta più unfriender sono i giovani rispetto agli utenti più adulti.

PewResearch_Privacy Social Network

La metà degli utenti dei Social Network sostiene di avere qualche difficoltà a gestire il livello di privacy dei propri profili, ma solo il 2% sostiene che è molto difficile. In totale il 48% ritiene di incontrare una certà difficoltà a gestire il livello di privacy dei propri profili, il 49% invece sostiene di non avere alcuna difficoltà e solo il 2% ritiene questa attività molto difficile.

Il rapporto mette in evidenza un divario tra coloro che si preoccupano della privacy quando si tratta di social network e quelli che apparentemente non lo fanno. Come osserva Pew, questo potrebbe essere interpretato nel senso che gli utenti appassionati di social network, che condividono un sacco di dati personali, non manifestano grande attenzione alla privacy, o sono “indifferenti”. D’altra parte, sostiene sempre Pew, i sostenitori della privacy dicono che gli utenti comunque “tengono moltissimo alla loro privacy online ma spesso questa attenzione è stata gestita male dalle aziende tecnologiche.”

E’ abbastanza chiaro che quando si parla di privacy sui Social Network ci si riferisce per la maggior parte dei casi a Facebook, in quanto è di gran lunga il SN più usato al mondo. Nel recente S-1 facebook ha dimostrato di avere 845 milioni di utenti registrati. e gli stessi termini contenuti nel report come “condizioni della privacy” oppure “unfriend” non possono non riferirsi a Facebook.

Il sondaggio è stato condotto tra aprile e maggio del 2011 su un campione di 2200 utenti dai 18 anni in su. Curioso è il fatto che gli uomini sono quelli che si pentono di più dopo avere pubblicato qualcosa, il 15% contro l’8% delle donne.

E voi come vi comportate con la privacy? Tendete anche voi a cancellare “amici” dai vostri profili ultimamente? raccontateci la vostra esperienza.

Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.
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9 Commenti

  1. Si è tornati a riscoprire il valore dell’amicizia anche sulla rete!?!?…finalmente! La moda di avere tanti amici secondo me era dovuta all’entusiasmo della novità Facebook! ora che Facebook è più che una realtà digitale, si tornerà pian piano ad avere il giusto “numero di amici” e non di “impiccioni della propria vita”!!

  2. Per Facebook spero vivamente in una presa di coscienza (paroloni), ovvero più buonsenso, meno account fake e meno “amiconi” che ti aggiungono pur di fare numero; forse è proprio la parola amico che non è adeguata. In altri network cmq non sono da meno, ultimamente su Linkedin i cacciatori di teste sembrano giocare a Risiko, conquistano (persone) sul territorio, gli è poi così utile?

  3. A LinkedIn pare di sì, per rispondere all’ultima domanda. 
    La presa di coscienza, quindi il passo più importante deve essere fatto dagli utenti, nel senso di condividere ciò che si vuole ma con la consapevolezza di farlo. E questo purtroppo non si verifica sempre, per poi cadere in spiacevoli episodi. Sono d’accordo che da parte di Facebook ci sarebbe bisogno di maggior attenzione e speriamo che questo si traduca davvero in qualcosa di concreto. Anche a me la parola “amico” sembra esagerata soprattutto quando ci si riferisce a persone che appena si conoscono. Ma al di là della parola, ripeto, il passo più importante deve essere fatto in primis dagli utenti e il fatto che adesso da questo studio vengano fuori risultati come questi è confortante. Ci si rende sempre più conto del luogo e di quello che si fa.

  4. Io ho sempre selezionato gli amici sui SN. E non sopporto chi si presenta come tale quando non so nemmeno chi sia… Su Linkedin accade spesso.

  5. Tu rispecchi perfettamente il campione ;) A parte questo, quello che dici è vero, su facebook purtroppo l’approccio è così, ma è comunque l’utente che decide. Conosco il tuo modo di gestire i social network e lo ritengo coscienzioso, come dovrebbe. Su LinkedIn riscontro quello che dici, ultimamente cerco di approfondire su LinkedIn conoscenze già maturate in altri contesti. Ma forse, per riprendere un commento di un amico fatto da un’altra parte, stiamo imparando ad essere selettivi a preferire la qualità dei contatti piuttosto che la quantità…

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