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Pinterest e copyright, molto rumore per nulla?

Pinterest-and-copyrightDa quanto emerge nell’articolo di Deborah Sweeney su Social Media Today, la problematica relativa al copyright sembrerebbe andare di pari passo al programma di advertising del social network; il problema si pone infatti dal momento in cui Pinterest realizza fatturato grazie al traffico generato da immagini altrui: “Like other websites in its class, Pinterest has relied heavily on copyrighted material to generate traffic. While it currently relies on affiliate links for revenue, it is likely that Pinterest will eventually begin selling ad space“. Ma, come evidenziato all’inizio del paragrafo, questa problematica sembra essere comune agli altri social network che dipendono prioritariamente da immagini “reclutate” altrove e magari coperte da copyright. Del resto è noto che gli elementi di maggiore attrattiva, ad esempio su Facebook, siano proprio immagini e video.

Facebook si protegge scaricando tutta la responsabilità sull’utente (paragrafo 5) e mettendo a disposizione una procedura di reclamo della proprietà intellettualeche è a disposizione del solo proprietario o rappresentante dei contenuti in questione.

Pinterest invece fa appello alla comunità e, come accade per Wikipedia, chiede ai propri utenti di segnalare le violazioni, la sua posizione però resta ancora un po’ fumosa; nella parte di “etiquette” si legge infatti:

Credit Your Sources

Pins are the most useful when they have links back to the original source. If you notice that a pin is not sourced correctly, leave a comment so the original pinner can update the source. Finding the original source is always preferable to a secondary source such as Google Image Search or a blog entry.

Avoid Self Promotion

Pinterest is designed to curate and share things you love. If there is a photo or project you’re proud of, pin away! However, try not to use Pinterest purely as a tool for self-promotion.

Sembrerebbe quindi demandare tutto ad una sorta di auto-regolamentazione tramite i commenti, incitando a ricercare le fonti originali da un lato e a pinnare contenuti di proprietà dall’altro. In realtà non è così, identicamente a Facebook, Pinterest scrive:

DMCA Notice of Alleged Infringement and delivering it to Pinterest’s Designated Copyright Agent. Upon receipt of the Notice as described below, Pinterest will take whatever action, in its sole discretion, it deems appropriate, including removal of the challenged material from the Site. DMCA Notice of Alleged Infringement (“Notice”)

La procedura di segnalazione della violazione del copyright è disponibile pertanto anche su Pinterest, la confusione nasce dal fatto che tale procedura sia a disposizione del proprietario o del legale rappresentate dei contenuti e non dell’intera comunità Pinterestiana come si poteva immaginare leggendo l’etiquette.

Occorre quindi distinguere:

– In caso di link alla fonte originale assente o errato: tutti i pinterestiani possono segnalare la cosa commentando la pin direttamente all’utente che l’ha pubblicata per dargli modo di porre rimedio;

– In caso di violazione del copyright: il proprietario o il legale rappresentante può ricorrere al DMCA.

Non essendo un avvocato non posso dire se la problematica si possa o meno risolvere in maniera così semplicistica, ma posso dire cosa ne penso dal mio punto di vista:

utilizzare il NOPIN (codice inventato da Flickr e messo a disposizione anche da Pinterest  per evitare che le immagini del proprio sito possano essere prelevate e pubblicate sullo stesso  Pinterest), equivale a tagliarsi fuori una fetta di pubblico non indifferente, senza parlare poi del fatto che dal momento in cui si è presenti online il rischio del “copia e incolla” lo si corre sempre e comunque; basterebbe forse proporre i propri contenuti a bassa risoluzione e utilizzare licenze creative commons?

— Pinterest propone, seppure in maniera empirica e poco approfondita, di essere utenti attivi e attenti, cerca di costruire una community che possa auto regolarsi e non credo che sia un’utopia, bisognerebbe però che accompagnasse queste “buone intenzioni” con qualcosa di più cospicuo come un motore di ricerca interfacciato con Google e altri strumenti di segnalazione e di comunicazione tra gli utenti;

Infine ricordo a tutti che così come vale la regola “fatta la legge trovato l’inganno”, anche sul web i sistemi di captazione di immagini e contenuti altrui sono e saranno innumerevoli, pertanto è utile ricorrere alle “regole di utilizzo del web” ed al buon senso  prima di pubblicare qualsivoglia contenuto e immaginare sempre che lo si sta pubblicando su di una gigantesca bacheca che lo mostrerà ad innumerevoli persone, più o meno corrette.

(credits: BouncyBall)
Beatrice Nolli
Beatrice Nollihttp://www.franzrusso.it/author/beatnolli/
Social media consultant, contributor su InTime, ideatrice e conduttrice di #socializerIT, voice of PizzaCast, mamma@work. Ho iniziato ad occuparmi di social media marketing anni fa e adesso non riesco più a smettere!
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