Meta presenta Movie Gen, un modello di IA per la creazione automatica di video. Una novità che apre nuove possibilità creative, ma solleva anche dubbi sulla disinformazione.
A distanza di pochi mesi la concorrenza si concentra sui video generati con l’intelligenza artificiale.
Dopo OpenAI che aveva presentato SORA, non ancora rilasciato a tutti, ecco la proposta di Meta. Che potrebbe rivoluzionare la generazione di contenuti video e condividerla anche sui social media.
E questo può essere un fatto positivo, ma anche negativo. Basti pensare alla diffusione di disinformazione. E di esempi come questi, anche senza le proposte più recenti, non ne mancano.
Ecco Movie Gen di Meta
Quello che propone Meta si chiama Movie Gen, ossia la possibilità di generare video attraverso piccoli input.
Basterà quindi digitare qualche riga di testo per generare in maniera automatica nuovi video. Oltre a modificare filmati e immagini esistenti.
Come riporta il New York Times, raccontando della presentazione di questa nuova modalità di Meta, anche l’audio che viene associato ai video può essere generato attraverso la IA.
I formati video possono essere differenti, prestandosi quindi a diverse modalità di condivisione. E, come detto, si possono creare video ex novo, ma anche modificare quelli esistenti. Aspetto non da poco questo per la verità.
Tante possibilità per generare e modificare video con la IA
Un esempio che è stato mostrato alla presentazione fa vedere la generazione di un video in cui si deve una che sorseggia una bibita in un campo di zucche. Tutto partendo da una foto della donna che, appunto, diventa protagonista del video.
Ma le varianti che si possono realizzare modificando video, immagini, aggiungendo audio sono davvero infinite.
Non è ancora un prodotto finito.
Come si racconta sul NYT, il modello genera video a 16 fotogrammi al secondo che durano fino a 16 secondi. In certi casi questi video sono difettosi.
Durante la dimostrazione, quando è stato chiesto a Movie Gen di generare un video di un cane in un parco che parlava al cellulare, il modello IA ha erroneamente inserito una mano umana sul telefono.
Qualità video con la IA sempre più elevata
In ogni caso, si resta impressionati dal livello qualitativo che si è raggiunto in così poco tempo. Circa due anni, ormai.
Due anni di ricerca e sviluppo. Ma l’accelerazione in termini di rilascio di nuove soluzioni possiamo dire che si è avuta negli ultimi sei mesi. O giù di lì.
Come detto in apertura, abbiamo assistito alla presentazione di SORA, non ancora disponibile a tutti. Ma OpenAI in questi mesi non è stata certa ferma.
E c’è anche Google che a maggio ha presentato il suo modello per la generazione di video con la IA che si chiama Veo.
Per ora è solo un annuncio
Come per OpenAI, anche per Meta questo si tratta di un annuncio.
Come ha spiegato Chris Cox, responsabile dei prodotti di Meta, su Threads, “Meta non è ancora pronta a rilasciarlo come prodotto a breve”. Si tratta ancora di un modello costoso e i tempi di generazione sono ancora troppo lunghi.
Tutto questo è meraviglioso, ma pone comunque dei quesiti e delle perplessità.
In primo luogo il pensiero va alla velocità con cui sarà possibile realizzare video. Una possibilità che avremo a portata di mano.
Video e IA, a rischio creatività e disinformazione
Da sempre i video sono la forma più complessa e affascinate per generare contenuti coinvolgenti. Si tratta di una forma di contenuto che mette in gioco un elevato livello di creatività. Basti pensare ai registi, ai videomaker, a tutte quelle persone che lavorano per generare racconti attraverso i video.
Tutto questo può essere messo a repentaglio, se non altro sotto il profilo creativo e qualitativo.
Non è un caso che proprio le professionalità che operano e lavorano con i video hanno mosso serie perplessità rispetto a tutto quello che sta per arrivare.
Il fatto che questo poi sia a portata di mano sulle piattaforme digitali pone anche un serio rischio di qualità dell’informazione che viene veicolata anche in forma video.
E mi riferisco alle possibili manipolazioni per diffondere disinformazione e deepafake.
Staremo a vedere.
[L’immagine è uno screenshot prelevato da un video che Meta ha pubblicato sul sul blog Meta AI]