back to top

Gli stickers arrivano anche su WhatsApp, dopo 7 anni dalla loro prima comparsa

E anche su WhatsApp arrivano gli stickers. Dopo la “soffiata” del solito WABetaInfo, Whatsapp ha ufficializzato il lancio della nuova funzionalità per iOS e Android. Gli stickers disponibili, che ricordano molto quelli in uso già su Line e su Telegram, sono realizzati da diversi designers, ma sarà possibile anche aggiungere la propria raccolta.

Forse qualcuno li attendeva da tempo e, finalmente, gli stickers fanno la loro comparsa su WhatsApp. Proprio nelle ultime ore erano circolate voci di un possibile lancio individuato dal solito sito WABetaInfo, sempre bravo ad individuare e ad anticipare le novità. Ma ora WhatsApp, con un post sul blog ufficiale, ha reso pubblico il lancio definitivo di questa nuova funzionalità degli stickers, gli adesivi che si usano per “arricchire” un messaggio. Per esser chiari, sono qualcosa di più di una semplice emoji. Su WhatsApp sono già disponibili diverse collezioni di stickers realizzate da diversi designers, ma il plus che offre WhatsApp è che ognuno degli utenti, seguendo una specifica guida, può in realtà creare e caricare la sua di raccolta.

Per usare gli stickers no bisognerà fare altro che cliccare su simbolo relativo, che si trova vicino a quello delle emoji e a quello delle GIF, e scegliere l’espressione che più si adatta a quello che volete comunicare.

stickers whatsapp

Gli stickers fanno la loro prima comparsa nel 2011 in Giappone

Ad un primo sguardo ricordano molto l’idea che era già diffusa su Line. Infatti, gli stickers fanno la loro prima comparsa in Giappone nel 2011, li aveva realizzati una società coreana, chiamata Naver, proprio per l’app di messaggistica nipponica Line, che forse molti di voi conoscono già. Pensate che furono molto usate durante il terremoto del Giappone proprio in quell’anno, anche se la diffusione vera e propria degli stickers di Line inizia l’anno successivo, nel 2012. Line realizza quasi il 30% del suo fatturato dalla vendita di stickers, infatti ci sono collezioni gratuite e anche a pagamento.

whatsapp stickers

Il fenomeno stickers fino a quell’anno era considerato un fenomeno puramente asiatico, impazzavano gli adesivi di Hello Kitty per fare un esempio, ma è poi nel 2013 che il fenomeno comincia a varcare i confini del continente asiatico e ad arrivare negli Usa, quando sul mercato sbarcano Swyft Media (ex Text Pride) e Hi-Art, le prime aziende statunitensi a lanciarsi nella produzione di adesivi per app di messaggistica.

Il fenomeno stickers non lascia indifferente Facebook (e quando mai?) che li inserisce nel 2013 con diverse collezioni che si ispirano anche a personaggi di cartoni animati.

Alcuni dati ci dicono che almeno il 40% degli utenti a livello globale usano spesso gli stickers nelle app di messaggistica e che almeno un quinto di essi le usa a pagamento.

WhatsApp ci arriva da ultima, anche dopo Telegram.

Non aggiungono una funzionalità nuova e non introducono una nuova forma di business, infatti non sono e non saranno a pagamento. E’ solo un modo per arricchire la condivisione dei messaggi, e per allinearsi con gli altri competitors. Ma non è detto che non siano simpatici.

Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.
La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

InTime Blog Newsletter

Abbonati alla newsletter e resta aggiornato su articoli e approfondimenti 

Utilizziamo Brevo come piattaforma di marketing. Inviando questo modulo, accetti che i dati personali da te forniti vengano trasferiti a Brevo per il trattamento in conformità all'Informativa sulla privacy di Brevo.

Scrivimi

Se ti piace quello che scrivo e se vuoi conoscermi meglio, clicca il bottone qui di fianco.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli

InTime Podcast

spot_img

Articoli correlati
Related

Ci informiamo sui social media, ma non ci fidiamo

I social media hanno superato la TV come mezzo principale per informarsi, ma la fiducia verso queste piattaforme è molto bassa. Il rapporto AGCOM ci restituisce la fotografia di una informazione debole e la conferma dell'algoritmo del proprietario.

Fiducia digitale degli utenti in calo, fanno peggio i social media

Digital Trust Index 2025 di Thales mostra un calo nella fiducia digitale: se le banche sono al 44%, i social sono al 4%. 82% abbandona brand per dati a rischio.

Meta AI arriva anche in Italia, la IA cambia i social media

Meta AI debutta in Europa e Italia, precisamente in 41 paesi. Integra le piattaforme Meta senza usare dati utenti. Segna l’evoluzione dei social media.

Community Notes di Meta, al via il test negli Usa

Community Notes fa il suo debutto sulle piattaforme Meta, per ora solo in fase di test negli Usa. Il modello è analogo a quello adottato sulla piattaforma X. Esempio di partecipazione collettiva che potrebbe comportare molti rischi.