“E’ gratis e lo sarà sempre”, era questo lo slogan che gli utenti hanno sempre trovato sulla pagina di accesso di Facebook. Solo che, come segnalato da Business Insider, qualche giorno fa la parola ‘gratis’ è sparita. Potrebbe essere che Facebook si sia adeguata ad una direttiva europea che riconosce lo scambio di dati come una forma di pagamento.
“E’ gratis e lo sarà sempre“, questo lo slogan che abbiamo imparato a conoscere e che era la frase che caratterizzava la piattaforma. Ed era proprio quella parola, “gratis”, a segnare il fatto che la piattaforma per tutti sarebbe stata gratuita, libera, senza che vi fosse mai una richiesta di denaro per aderire alla piattaforma. Ma, da qualche giorno, la parola “gratis” è sparita e il nuovo sloga è diventato “E’ veloce e semplice”.
Il primo a segnalare questo cambiamento, non da poco, è stato Business Insider che, grazie allo strumento online Wayback Machine, sito che permette di fare una sorta di viaggio nel tempo del web, è riuscito a risalire al giorno in cui la parola gratis è sparita dalla home di Facebook. Il cambio dello slogan è avvenuto tra il 6 e il 7 agosto, nel silenzio più totale. Infatti, Facebook non ha fatto alcun annuncio ufficiale e nè, tantomeno, ha pensato di fare una comunicazione diretta agli utenti.
Da qui la sorpresa e lo sconcerto, per il fatto che sparisce quella parola che, nel corso degli anni, tante polemiche ha generato. Soprattutto alla luce degli ultimi scandali che hanno riguardato sul come Facebook ha avuto curo dei dati degli utenti. Cambridge Analytica è lo scandalo per antonomasia da questo punto di vista.
C’e da fare una puntualizzazione, anche in mancanza di informazioni ufficiali, Facebook non ha confermato nulla anche se tanti portavoce di Menlo Park hanno sottolineato come la parola “gratis” figuri nelle condizioni di utilizzo, anche se su questo ci sono informazioni contrastanti. E la puntualizzazione è questa.

Non è come sembra. Nel senso che non è che, magicamente, Facebook abbia preso coscienza del fatto che quella parola, ad oggi, fosse quasi un contro senso, visto che, come gli scandali hanno evidenziato benissimo, in realtà sono sempre i dati degli utenti la vera moneta con cui si paga l’ingresso della piattaforma.
A quanto pare, secondo il parere di alcuni esperti interpellati, il cambio dello slogan e il conseguente addio alla parola “gratis” sarebbe un modo per adeguarsi ad una direttiva europea, del maggio scorso, a 2019/770 “relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali”, che riconosce lo scambio di dati come una forma di pagamento. Ecco perché quella parola, in un contesto come quello di oggi e a fronte di quella direttiva, sembrava una stonatura pesante.

E’ un passaggio non da poco questo e c’è da aggiungere anche che all’interno della policy per gli sviluppatori, al punto 11, c’è scritto chiaramente: “Non garantiamo che la Piattaforma resterà gratuita per sempre“.
Insomma, Facebook è, in qualche modo, costretto a cambiare, non lo avrebbe fatto in assenza di quella direttiva, questo è un punto.
“Quando qualcosa è gratis, il prodotto sei tu”. Dovremmo ripetercelo molto più spesso.
[…] E’ un passaggio non da poco questo e c’è da aggiungere anche che all’interno della policy per gli sviluppatori, al punto 11, c’è scritto chiaramente: “Non garantiamo che la Piattaforma resterà gratuita per sempre“. Insomma, Facebook è, in qualche modo, costretto a cambiare, non lo avrebbe fatto in assenza di quella direttiva, questo è un punto. – [FONTE] […]
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