Banca Mediolanum ha celebrato i 10 anni della sua Mediolanum Corporate University, l’istituto di educazione e formazione permanente, inaugurato il 18 marzo del 2009. E nel corso di questi anni sono state oltre 500 mila le ore di formazione all’anno, per un totale di oltre 5 milioni in dieci anni. Oscar di Montigny: “Quella che era pura immaginazione a quel tempo si è rivelata una grande avventura, nella convinzione, come diceva Mandela, che l’educazione sia la vera arma per cambiare il mondo”.
Banca Mediolanum ha celebrato i 10 anni della sua Mediolanum Corporate University, l’istituto di educazione e formazione permanente, inaugurato il 18 marzo del 2009, concepito con l’obiettivo di trasferire il valore in cui l’Azienda crede da sempre: l’individuo al centro, nella sua totalità, per la crescita personale e professionale.
Questi alcuni numeri dei primi 10 anni di MCU:
- un investimento complessivo nel decennio superiore ai 60 milioni di euro;
- 500.000 ore di formazione erogate all’anno e un totale che supera i 5 milioni di ore nel decennio;
- oltre cento tra professori universitari, consulenti d’azienda e formatori interni coinvolti;
- partnership con tutte le più prestigiose università italiane.
Mediolanum Corporate University fornisce a Family Banker® e dipendenti della banca: corsi di formazione destinati a potenziare le competenze tecniche-specialistiche; percorsi mirati a rafforzare gli skills commerciali, quelli comunicativi e relazionali e strumenti per l’ampliamento e consolidamento delle competenze manageriali.
Sotto l’egida di MCU si inserisce dal 2014 “Centodieci”, una piattaforma culturale che esula da un puro contesto economico-finanziario per aprirsi a una prospettiva sempre più ampia di condivisione di valori, di ispirazione e inclusiva di altre discipline: l’arte, la scienza, la filosofia. Le celebrazioni dei 10 anni della MCU sono poi proseguire al Teatro Nuovo di Milano con “EDUcanDO: l’educazione può fare”, evento celebrativo di Centodieci con personalità della cultura, dell’imprenditoria e dell’arte che ci hanno accompagnato nel corso di questi anni. Tra gli altri: Giusy Versace, Michele Placido, Oscar Farinetti, Patrizio Paoletti, Simona Atzori. Ognuno dei personaggi ha declinato sul palco il significato dell’educazione, del sapere, della cultura come strumenti per emergere e ri-emergere nella vita.

L’occasione delle celebrazioni di MCU è stata anche quella di poter fare una breve intervista a Oscar Di Montigny, Chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Officer di BancaMediolanum e fondatore della Mediolanum Corporate University.
Come è nata questa avventura, questa idea di puntare sull’educazione?
Per noi è stata davvero pura immaginazione, nel senso nobile del termine. Dieci anni fa abbiamo immaginato che l’Educazione potesse diventare, e lo dico senza vergogna, una leva commerciale, dove con questo termine si vuole intendere uno strumento per relazionarmi con il mio mercato di riferimento. E’ iniziato 10 anni fa, ci siamo addentrati in un territorio dove nessuno poi è riuscito a seguirci. Dopo un anno e mezzo di lavoro, era marzo del 2009, abbiamo dato vita alla nostra Corporate University e, a distanza di quatto anni, da una organizzazione internazionale è stata riconosciuta come la seconda miglior corporate university al mondo, per il modo in cui siamo riusciti a mettere la nostra dimensione valoriale con quella del nostro business. Da allora è iniziata una grande avventura attraverso la formazione e l’addestramento che ci ha permesso di fare un salto evolutivo importante. E’ stata quindi una grande occasione che ci ha premesso di comprendere l’importanza di occuparsi del proprio percorso educativo, ma anche di quello degli altri.
Come sono stati i primi dieci anni?

Nel corso di questi anni abbiamo fatto in giro per l’Italia oltre un migliaio di eventi, ci siamo dotati di una piattaforma online, centodieci.it, che oggi ha oltre 1,5 milioni di lettori, di cui solo 4% nostri clienti. Abbiamo fatto tutto questo nella convinzione di quello che diceva Nelson Mandela e cioè che l’educazione potesse essere l’arma più potente per cambiare il mondo. Ci stiamo provando, è un bell’impegno, però ci da molta gioia lavorare con questi scopi. Credo molto nell’idea che oggi la vera competizione non sia più per diventare la migliore azienda del mondo, ma conta invece diventare la migliore azienda “per” il mondo e su questo bisogna investire per poi raccogliere i frutti.
La nostra avventura è poi iniziata in un momento terribile, come quello della crisi di Lehman Brothers, un periodo dove tutti tagliavano tutti, noi invece siamo andati controcorrente, investendo 34 milioni di euro che sono diventati quasi 100 in dieci anni.
E per i prossimi dieci anni?
Sicuramente vivere in maniera molto intensa questo grande impegno in cui credo molto. Certamente la dimensione digitale e comunicativa ci permette di attivare dei moltiplicatori. Non so ancora prefigurarmi il come, ma sono sicuro che se agiremo bene come abbiamo fatto il moltiplicatore attorno a tutto questo sarà davvero tanto.