back to top

“Quanto dura la tua giornata?” Ecco come gli italiani gestiscono il loro tempo

QVC, società leader nel mondo per lo shopping televisivo nonché secondo canale americano per dimensioni, ha presentato oggi a Milano i risultati della ricerca condotta con Human Highway. Si tratta di uno studio svolto su 1400 italiani, tra i 15 e i 64 anni di età, per capire in che modo viene percepito e gestito il tempo oggi. E non solo il tempo dedicato allo shopping

Quanto dura la tua giornata - QVCIl primo dato interessante rivela a cosa le persone associano la parola “tempo”: l’11,8% pensa immediatamente all’orologio, forse per riferimento agli orari di scuola e a quelli di lavoro.La seconda parola associata al tempo è l’aggettivo “prezioso” – più che utile, quindi –, e solo successivamente si fa riferimento al tempo atmosferico e al clima: il 3,4% ha risposto “sole” e il 2,8% “meteo”. La percezione del tempo cambia moltissimo in base all’età: per i più giovani – dai 15 ai 24 anni – il tempo è associato soprattutto all’idea di velocità e di fretta. Tra i 25 e i 34 anni inizia la consapevolezza che il tempo è una risorsa limitata e aumenta la dicotomia tra impegni e tempo libero, prezioso proprio perché più “scarso”. Tra i 35 e i 44 anni si incomincia a sentire il timore per la mancanza di tempo: è “insufficiente”, “trascorso”, spesso già  “passato”. Ma è soprattutto dopo i 45 anni che il tempo “manca” di più: diviene “ansia” e addirittura “stress”.

La mancanza di tempo è una percezione e una difficoltà comune a tutti, questo oggi non stupisce. Tuttavia, ben sei intervistati su dieci (60,3%) concordano sul fatto che la mancanza di tempo in realtà è spesso una scusa. Più che di mancanza, infatti, molti parlano di spreco, tanto che il 44,3% degli intervistati ha la continua sensazione che almeno metà del proprio tempo venga usato male.

Se da un lato tanti sono convinti che la causa di questa mancanza cronica di tempo sia da attribuirsi alla sua cattiva gestione, dall’altro in moltissimi ritengono che nell’ultimo secolo il tempo che si ha a disposizione è diminuito, nonostante la vita si sia allungata. Lo pensa più del 70% degli intervistati.

Curioso è rilevare che il 63,9% degli intervistati è sicuro che “quando sei giovane hai tanto tempo e non sai cosa farne, mentre quando sei meno giovane non hai più tempo e sapresti benissimo come impiegarlo”. Non stupisce che il 67,9% degli over 55 anni sia d’accordo con questa affermazione, ma sorprende che lo sia anche ben il 53,7% dei  intervistati tra i 15 e i 24 anni.

E l’essere sempre di fretta? Per il 62,3% non dipende dal tempo che una persona ha, ma da come lo vive: anche se si avesse a disposizione più tempo, si sarebbe comunque in ritardo e in affanno. E, su questo dato, il luogo comune secondo cui  le donne sono sempre in ritardo non si smentisce. Un italiano su sei ogni giorno desidererebbe avere più tempo a disposizione. Ma quanto tempo servirebbe concretamente di più alle nostre giornate? In media più di 4 ore al giorno.

Non è una preoccupazione che riguarda la fascia d’età maggiore degli intervistati: i 55–64enni ritengono che quattro ore in più possano bastare, mentre i 45–54enni si accontenterebbero in media di tre ore. Tuttavia il 53,9% degli intervistati sogna giornate ben più lunghe, ognuna di almeno 48 ore.

Le donne hanno più l’ansia del tempo rispetto agli uomini: addirittura il 90,9% – rispetto all’85,3% degli uomini – ritiene che le giornate non durino abbastanza.

La vera differenza tra uomini e donne si riscontra, tuttavia, quando si parla di migliore gestione del tempo: meno di un uomo su cinque (19,6%) è d’accordo sul fatto che le donne siano più brave nella gestione del tempo. Allo stesso tempo ben una donna su due vive facendo spesso più di una cosa per volta (49,1% contro il 29,4% degli uomini). Per poter coltivare i propri interessi, poi, un intervistato su due (47,3%) lamenta che il tempo non è mai sufficiente, e a dispiacersi maggiormente sono le donne.

E se si avesse tutto il tempo desiderato a disposizione, cosa si vorrebbe fare? Il sinonimo di tempo libero ben speso sembra essere lo shopping per l’11,2% degli intervistati, e non certo solo per le donne.  Non a caso il 38,2% di tutti intervistati dice che il tempo per fare shopping è sempre troppo poco. E quando il tempo ci sarebbe, i negozi sono chiusi o troppo affollati.

QVC Logo

 

Lo shopping, infatti, sembra essere un vero e proprio rito, e come tale ha le sue regole ben precise. E’ fondamentale poterlo fare con calma e tranquillità perché in caso contrario, anziché motivo di “benessere”, potrebbe trasformarsi in uno stress incredibile.

 

Non a caso, la maggior parte degli intervistati preferisce rinunciare ad un momento di shopping per la troppa confusione (53,5%), un aspetto su cui concordano sia gli uomini che le donne. Code, caos, folla che invade i negozi, fretta: ecco cosa può rovinare la migliore shopping experience. Ed è per questo che è sempre più apprezzato lo shopping a distanza (69,9%).

Certo, viviamo in un’era in cui tutto è a portata di click o di telecomando, tanto che il 67,3% degli intervistati concorda che servizi come l’home banking, spesa on line e shopping a distanza fanno risparmiare tempo prezioso.

E’ confortante sapere che il 69,8% degli intervistati afferma che il tempo dedicato all’amicizia e all’amore è l’unico capace di dare senso alla vitaUn’affermazione che trova particolarmente d’accordo le donne (72% contro il 68,1% di uomini) e gli intervistati tra i 45 e i 54 anni (79%).

In ogni caso, per tutti quanti il segreto della felicità, o quantomeno della serenità, sembra essere proprio la programmazione del tempo, come sostiene il 74,4% sia degli uomini che delle donne. Le persone felici sono dunque quelle che hanno un buon rapporto con il tempo.

Ed è in questo senso che il ruolo del Web acquista ancora più importanza.

Perché più del 60% degli intervistati ritiene che internet abbia indubbiamente aumentato la capacità di organizzare meglio le ore della propria giornata, sia al lavoro che nelle attività sociali, e per questo ha migliorato la qualità della vita e la percezione della propria felicità.

E voi cosa ne pensate? Se pensate al “tempo” cosa vi viene in mente prima di tutto? E quanto il web ha cambiato in meglio la vostra vita?

 

Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.
La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

InTime Blog Newsletter

Abbonati alla newsletter e resta aggiornato su articoli e approfondimenti 

Utilizziamo Brevo come piattaforma di marketing. Inviando questo modulo, accetti che i dati personali da te forniti vengano trasferiti a Brevo per il trattamento in conformità all'Informativa sulla privacy di Brevo.

Scrivimi

Se ti piace quello che scrivo e se vuoi conoscermi meglio, clicca il bottone qui di fianco.

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli

InTime Podcast

spot_img

Articoli correlati
Related

Il mondo del lavoro nell’era della IA, secondo LinkedIn

Come sta cambiando il mondo del lavoro nel 2025 nell'era della IA? I dati diffusi da LinkedIn sulle skill professionali in crescita, ci aiutano a scoprire le competenze necessarie per affrontare questo grande cambiamento.

Ci informiamo sui social media, ma non ci fidiamo

I social media hanno superato la TV come mezzo principale per informarsi, ma la fiducia verso queste piattaforme è molto bassa. Il rapporto AGCOM ci restituisce la fotografia di una informazione debole e la conferma dell'algoritmo del proprietario.

Fiducia digitale degli utenti in calo, fanno peggio i social media

Digital Trust Index 2025 di Thales mostra un calo nella fiducia digitale: se le banche sono al 44%, i social sono al 4%. 82% abbandona brand per dati a rischio.

Meta AI arriva anche in Italia, la IA cambia i social media

Meta AI debutta in Europa e Italia, precisamente in 41 paesi. Integra le piattaforme Meta senza usare dati utenti. Segna l’evoluzione dei social media.