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Cresce ma a rilento l’uso dei Social Media nelle aziende italiane

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Ecco i risultati della terza edizione dell’indagine dell’Osservatorio sui Social Media dell’Università IULM di Milano che fotografano la SocialMediAbility delle aziende italiane nel 2013. In sintesi, cresce l’utilizzo dei Social Media rispetto al 2011, ma a rilento e la gestione degli stessi è ancora caratterizzata da poca consapevolezza

Lo scorso anno a proposito dell’indagine “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane” avevamo sottolineato come il rapporto tra le aziende italiane e l’utilizzo dei Social Media fosse ancora un “rapporto da costruire“. E oggi con i nuovi dati di cui vi parliamo oggi, presentati ieri pomeriggio presso l’Università  IULM di Milano, relativi all’edizione 2013 dell’indagine, si può dire che questo rapporto è in crescita, ma ancora a rilento. Significa che da un lato ci sono segnali positivi dell’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende italiane, ma la caratteristica della “poca consapevolezza” nell’utilizzo degli stessi persiste, aspetto più volte segnalato su questo blog e che questa interessante indagine ci conferma. Ma vediamo adesso in dettaglio la ricerca e la relativa infografica, molto esaustiva.

Il SocialMediAbility valuta sinteticamente aspetti sia quantitativi che qualitativi della presenza social dell’azienda/brand, sulla base di tre diverse dimensioni: l’orientamento 2.0, la gestione/cura dei diversi canali social, e l’efficacia delle azioni adottate.

L’indagine, promossa dall’Executive Master in Social Media Marketing & Web Communication, e realizzata dai ricercatori dell’Osservatorio Social Media IULM tra febbraio e settembre del 2013, ha preso in esame lo stesso panel di 720 aziende italiane monitorato nelle precedenti edizioni (120 per settore, ulteriormente segmentate al loro interno per dimensioni: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole), appartenenti a 6 diversi settori: alimentare, arredamento, banche, hospitality, moda, pubblica amministrazione. Dalla ricerca, realizzata anche grazie alla piattaforma di monitoraggio “Social Listening” di Blogmeter, emergono, tra l’altro, i seguenti risultati:

socialmediability-aziende-italiane-risultati

  • la percentuale delle aziende che utilizza almeno un social media per attività di comunicazione e marketing passa dal 49,9% del 2011 al 63,8% nel 2013
  • tale incremento è soprattutto il risultato della sempre maggiore penetrazione di tali canali nelle aziende più grandi, per le quali i social media costituiscono ormai ambienti “imprescindibili”. Mentre nella precedente rilevazione era il 57,3% delle stesse a gestire almeno un social media, nel 2013 tale percentuale è salita all’81,1%. Una crescita che allarga il divario già registrato negli anni precedenti nell’uso dei social media tra le grandi (da un lato) e le piccole e medie realtà (dall’altro) il cui ricorso a tali mezzi è aumentato di solo il 7% circa rispetto al 2011.
  • resta inoltre ancora largamente ambivalente il rapporto che le aziende mostrano di avere con tali canali dato che solo il 41% del totale dei casi esaminati rimanda ai propri ambienti social attraverso link presenti sul sito.
  • Facebook si conferma il canale più popolare, scelto dal 75% delle aziende che hanno attivato almeno un social media (rispetto al 71,1% del 2011)

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  • si rileva comunque in crescita anche l’uso di Twitter, LinkedIn e YouTube (utilizzati rispettivamente dal 45,1%, dal 44,1% e dal 51,2% delle aziende presenti sui social media, rispetto al 39,8%, al 35,7% e al 32% del 2011) e di Google Plus (17,2%) e Pinterest (18,1%), non monitorati nelle rilevazioni precedenti;
  • la maggiore diffusione di tali canali a livello aziendale non è stata tuttavia accompagnata da un altrettanto significativo aumento dell’indice medio di SocialMediAbility che, sul totale dei 720 casi esaminati è passato, su una scala di valori da 0 a 10, dall’1,16 registrato nel 2011 all’1,91 del 2013 con un incremento decisamente modesto. Si riconferma la correlazione positiva tra dimensioni aziendali e indice di SocialMediAbility: al crescere delle dimensioni aziendali, cresce la “qualità” delle pratiche d’uso di tali canali.

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In sintesi – dichiara il Prof. Guido Di Fraia, Direttore Scientifico del Master – la ricerca mostra che, da un lato, l’aumento della presenza sui canali social da parte delle aziende italiane sia la testimonianza di un sempre maggiore riconoscimento dell’importanza di presidiare questi canali. Dall’altro, i risultati ottenuti evidenziano anche come essi siano molto spesso gestiti in maniera ancora poco consapevole rispetto alle logiche comunicative e ai linguaggi specifici di ciascun canale. L’utilizzo strategico ed efficace dei social media per attività di comunicazione e marketing appare ancora appannaggio di un numero limitato di aziende.”

La ricerca dunque si conferma fondamentale per avere un quadro completo su quante e come le aziende italiane usano i Social Media,ma questo quadro, sebbene sia cresciuto, dimostra ancora alcune tinte fosche che speriamo nell’edizione prossima possano sparire del tutto. A dire il vero non ne siamo proprio certi che ciò accada, ma anche se solo fossero un po’ meno fosche, sarebbe comunque un risultato positivo.

Interessante, a nostro avviso, il dato circa l’aumento dell’utilizzo dei Social Media all’aumentare delle dimensioni dell’azienda. A conferma che è proprio sulle piccole aziende su cui si deve lavorare. Poi in un periodo come questo, nelle piccole aziende, l’investimento sui Social Media non viene spesso compreso appieno, venendo rimandato nel tempo. E il rischio è proprio quello di perdere delle occasioni, delle opportunità.

Voi che ne pensate di questi dati? Vi sorprendono? Raccontateci le vostre impressioni.

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.
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